"Spiderman Homecoming" La recensione spoiler free.


Finalmente Spiderman torna ad essere gestito dalla Marvel in un film stand alone anche se in collaborazione con la Sony che ne detiene ancora i diritti.
Avevamo avuto un assaggino in "Captain America Civil War", il "bimbo ragno" interpretato da un'atletico Tom Holland

ci aveva stupito con i suoi occhioni semovibili, ed eccolo adesso in un film tutto suo, diretto da Jon Watts, Homecoming ci restituisce finalmente uno Spiderman quindicenne che, dopo le vicende accadute in Civil War, frequenta la scuola ma sogna di diventare un membro effettivo degli Avengers.
Nonostante Peter trascorra il suo tempo libero a sventare rapine e furti di biciclette, il suo obbiettivo è diventare un'Avengers e utilizzare i suoi poteri in missioni impegnative, ma ben presto si troverà nella condizione di dover affrontare un'avversario davvero molto pericoloso, l'Avvoltoio interpretato da un sempre grande Michael Keaton.

La forza motrice di questo film è di certo la vita di Peter Parker, che finalmente è il Peter dei fumetti, giovane, intelligente, nerd e sempre con la battuta pronta, e come nei fumetti deve far fronte ai problemi scolastici, agli amori, agli amici e alla sua zietta, una meravigliosa Marisa Tomei,
Spectacula Marisa Tomei
che cozzano contro i suoi impegni da arrampicamuri.
La grande differenza rispetto ai precedenti film dell'Uomo Ragno è data dall'assenza di un'ulteriore genesi dell'eroe, ormai abbiamo avuto il morso del ragno e la morte dello zio ben in diverse salse e il mantra "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" è ormai un frase iconica, quindi spazio all'arrampicamuri di quartiere che in questo contesto è ben conscio di chi sia e di cosa voglia fare nonostante la giovane età.

Peter in questo film può contare sull'aiuto di colui che ne è diventato il mentore, Tony Stark alias Iron Man, naturalmente interpretato da Robert Downey Jr.,

e non solo perchè anche Happy Hogan, il cui volto è sempre quello dell'attore/regista Jon Favreau  fungerà da tutor, loro fungono da raccordo con il resto del Marvel Cinematic Universe.
Insomma Jon Watts è riuscito a confezionare un'ottima commedia d'azione con protagonista Spiderman differente dalle precedenti e quindi evitando innanzitutto il fattore noia che avrebbe di certo ucciso il film e contestualizzando il tutto all'interno del quadro generale composto dall'universo cinematografico creato dalla Marvel.
Ma difetti ne ha questo film? Beh personalmente ho storto il naso solo in un paio di occasioni ed entrambe sono legate ad un personaggio e a chi lo interpreta, di uno di questi due personaggi non posso parlare altrimenti sfocerei nello spoiler mentre per l'altro posso anche fare nome e cognome, Flash Thompson che come va di moda adesso ad Hollywood ha cambiato etnia, cosa di cui alla fine non me ne frega una qualunque sia chiaro, solo che in questo caso il problema è che l'attore scelto ossia Tony Revolori di cui abbiamo una diapositiva
non è assolutamente credibile nei panni di Flash, ma proprio zero, insomma Flash Thompson l'atleta bellissimo che piace a tutte le ragazze del liceo.
Infine una nota positiva sulla musica d'apertura del film, mentre scorre sullo schermo il logo dei Marvel Studios sentiamo un'arrangiamento della vecchia canzone dei primi cartoni animati di Spiderman, e anche una nota negativa in quanto la colonna sonora portante del film composta da Michael Giacchino si presta a creare atmosfera ma non fa niente di più di questo, scordatevi di uscire dal cinema fischiettando qualche tema del film perchè non ve ne ricorderete neanche uno.
In sostanza possiamo dire che Spiderman è tornato in ottima forma e che questo film per quello che mi riguarda si becca un 7/8 e resto in attesa di rivederlo assieme a tutta la cumpa in Avengers Infinity War.

Commenti

Post popolari in questo blog

Perchè quella Catwoman-Anne Hathaway proprio non mi convince!

Rosario Dawson la fumettara e O.C.T. !!